Perché?

In un articolo accennai ad un modo che uso per scrivere poesie. Sì, non è proprio un modo. Ero sarcastico.

Comunque, vorrei riflettere su questo argomento. Scrivere poesie.

Come ho iniziato? Non ricordo la mia prima poesia, ma penso fu alle elementari. Per me era normale incastrare versi, riuscire a fare qualche rima. Inserire figure, far provare qualcosa alle persone. Nei primi anni delle medie, anzi dalle medie fino ai primi anni delle superiori, mi vergognavo di questo dono.

Ripresi a scrivere grazie ad una mia professoressa. Tuttora oggi le sono molto grato di avermi rimesso la penna in mano. In seguito, iniziai a pubblicare su Wattpad. Pubblicai un’ opera, prettamente poetica, chiamata Diario. Non so perché. Non cercavo fama. Volevo qualcuno che leggesse le mie opere. Qualcuno che mi diceva “Ehi Devis, ma sai che fanno proprio schifo le tue poesie”.

O anche “wow”.

Volevo far provare emozioni attraverso le parole. Forse ciò è la risposta al perché. Senza forse.

Sono passati due anni, o qualcosa in più. Sono successe molte cose. Ho lasciato la scrittura in questo periodo. Ho perso l’ispirazione.

Ho ricominciato da poco, ma sento che manca qualcosa. Non è più come prima.

Forse mi sbaglio io.

Comunque, voglio tornare un po’ dietro. Al mio perché. Ancora ora, se prendo in mano una penna e scrivo su un pezzo di carta, è perché voglio far provare emozioni.

Questo è il mio perché.

Quindi?

Anche se il mio stile, le mie poesie o in generale la mia scrittura è peggiorata, ho qualcosa che mi spinge a continuare. Sono certo che come prima non potrò mai essere, ma migliore sì. Ciò non potrà mai accadere se smetto. Quindi penso alla stessa cosa che pensavo mentre scrivevo poesie due anni fa.

Cosa voglio dire?

Siamo persone. Proviamo sentimenti. Siamo così forti, ma allo stesso tempo siamo deboli. Ci abbattiamo facilmente. Se non c’è qualcuno o qualcosa che ci rialzi, restiamo giù.

Fai schifo. Anche io faccio schifo. Nessuno nasce Jeff Bezos. Nessuno nasce Leonardo da Vinci o Steve Jobs. Nessuno. Nemmeno loro sono nati così. Lo sono diventati.

Sicuro in qualsiasi progetto sia impegnato ora, starai facendo pena. Forse te la cavi, ma arriverà qualcuno più bravo di te e ti metterà da parte. Cosa fai allora? Lasci stare?

Puoi farlo se pensi di aver sbagliato a percorrere tale strada. E non dico che è sbagliato, anzi.

Però, se è ciò che hai sempre amato fare, se è ciò in cui hai investito tutto te stesso, sicuro avrai un perché. Allora rammentalo. Se non hai un perché vuol dire che ciò che stavi facendo non era per te (“ho scelto questa scuola perché mio padre fa…”. Familiare questa frase?).

Forse non ci hai mai pensato.

Non riuscirai mai a dire “Io faccio questo senza un motivo”. Qualcosa ti spinge. Amore, denaro, sesso, potere, vizio, o altro.

Diciamo che gli animali fanno determinate cose per istinto. Tu allora sei un animale?

(per favore non cacciamo l’argomento noi discendiamo dalle scimmie, bla bla…)

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