Il blocco dello scrittore. Fissi il foglio. Non scrivi. Poi, quel fastidio tremendo di quando appoggi la penna e non escono parole. Solo inutili scarabocchi. Che nervi vero? Poi inizi a scrivere qualcosa, ma ti fa schifo. Allora strappi e butti il foglio. Ovviamente sto parlando di chi come me è prettamente carta e penna. Vale anche per chi usa il PC. Non può provare però, la sensazione di sfogare i nervi nello strappare il foglio. Tralasciando questa differenza “banale”, il blocco è sempre lì in agguato.
Se vi aspettate la pappardella motivazionale, avete sperato male. Sono realista, succede. Puoi stare bloccato a fissare il foglio bianco per un giorno, una settimana, un mese, due anni (come nel mio caso). Non esistono miracoli. L’unica cosa che mi sento in dovere di fare, è condividere dei consigli appresi in un libro (se vi interessa si chiama “Manuale di copywriting e scrittura per il web” di Antonio Cannavacciuolo). Questo libro non è per la scrittura creativa, però ho appreso dei consigli che ho fatto subito miei. Ora vi descrivo brevemente quelli utilizzati più spesso da me.
Il libro usa il termine “freewriting”. In pratica ti dai una determinata quantità di tempo, nella quale non ti stacchi dal foglio. In questo lasso temporale scrivi ogni cosa che ti passa per la testa. Anche se ti sembreranno frasi o anche parole scollegate fra loro, tu continua.
“Serve a far funzionare la parte del nostro cervello che è concentrata sul problema fino a bloccarsi.”
Personalmente è uno dei metodi che uso di più. Scrivo e scrivo. Per diverse pagine le frasi non hanno molto senso, ma ve lo giuro poi diventano poesie. Così dal nulla.
Un po’come quando spingi una macchina vecchia per farla ripartire.
L’altro metodo da me utilizzato è il “cubing” (uso termini utilizzati dal libro).
In pratica prendi l’argomento di cui vuoi scrivere e lo analizzi da sei punti di vista differenti.
Ciò vuol dire che almeno un argomento devi averlo.
Ad esempio, vuoi scrivere una storia di un ragazzo che viaggia intorno al mondo. Racconta questa scena da sei punti di vista differenti: dal punto di vista della madre che vede il figlio che così di punto in bianco, decide di partire; da quello dell’amico e compagno di viaggio; dal tizio che incontra in un coffee-shop ad Amsterdam e diventa parte del nuovo gruppo, e così via.
Guarda abbiamo già immaginato diverse storie. Poi è compito tuo e della tua immaginazione mischiarle e farci uscire un Pina Colada da urlo. Infondo se ti definisci scrittore è perché hai tanta immaginazione e ti piace un sacco scrivere storie.
Ci sono anche altri metodi in questo libro che vi consiglio di leggere. Anche se il vostro obiettivo non è essere dei copywriter.
Ma se invece componi poesie, come fai?
Ora vi indicherò il mio modo, ma essere poeti è qualcosa di unico. L’ispirazione cambia di persona in persona. Così come il modo in cui riesci ad arrivare nella profondità della tua anima.
Io mi metto le cuffie, metto una playlist impostata (se non ne avete una, fatela). Guardo il foglio. È bianco e fidatevi può rimanere così per ore. Nella mia testa però vengo bombardato da frasi e incastri, dalle canzoni che sento. Non tutte riescono a provocarmi qualcosa. Molte volte per un’oretta sento musica senza provare nulla. Poi arriva quella frase, la frase. Tocca un piccolo ingranaggio dentro di me. Inizio così a riversare i pensieri nel foglio. Scollegati come nel freewriting. Cancello e strappo in continuazione. Ad un certo punto due versi si incastrano, poi il terzo, il quarto, la strofa è bella… poi ci ripenso e butto tutto.
È così la poesia, non puoi pretendere di sederti e comporla in un batter d’occhio. La poesia è qualcosa che dev’essere presa dal profondo per poi arrivare nel profondo di qualcun altro.
Ti posso spiegare come superare il blocco che non ti permette di scrivere, ma se poi la tua poesia non ti piace e la butti, non posso farci nulla. Posso solo dirti: bravo. Vuol dire che ci tieni a quello che fai e non pubblichi la prima schifezza in rima che ti viene. Se fosse facile, ogni poeta farebbe uscire un libro al mese.
Bene, in conclusione, il blocco come abbiamo detto è in agguato. Ti colpirà almeno una volta nella tua vita di scrittore e/o poeta. Non esistono segreti in x step. Non fidarti di chi ti dice che esiste una cura o un rimedio. Accetta consigli. Poi fai come me: unisci i vari consigli, mischiali.
Non è nemmeno questione di credere in te, è questione di rialzarsi.
Come sempre nella vita.